Studio commerciale Picinotti e Puzzella - Il tuo Commercialista ad Arezzo

L’abolizione del regime di flat tax al 20% per le partite IVA individuali con fatturati tra 65.001 e 100.000 euro, senza che venga sostituito da altre misure a favore delle partite IVA, denota “una scelta di fondo che mette nel mirino non tanto i regimi di flat tax, quanto i lavoratori autonomi”. Lo ha sottolineato il Presidente CNDCEC Massimo Miani nel comunicato stampa del 17 ottobre 2019. Il Consiglio Nazionale invita il Governo a “riflettere e correggere il tiro”.

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fonte Ipsoa

Terremoto per le detrazioni fiscali. Prende forma la revisione delle spese fiscali, partendo non dalla selezione delle voci eventualmente da tagliare, bensì da chi ne usufruisce. Nella manovra 2020 (martedì notte il consiglio dei ministri ha approvato il decreto fiscale e la legge di bilancio, salvo intese) arriva infatti l'indicazione che sarà introdotta una soglia di reddito (tra i 100 e 120 mila euro) oltre la quale l'agevolazione Irpef relativa agli oneri detraibili al 19% si azzererebbe con gradualità. Si tratta delle spese sanitarie, veterinarie, per lo sport dei figli eccetera, risparmiate solo le detrazioni per gli interessi passivi sui mutui. Accanto a questa misura, sempre per il capitolo detrazioni, quella che dovrebbe incentivare i pagamenti con metodi alternativi al contante. 

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fonte Italia Oggi

Il commerciante che, al momento dell'acquisto, rifiuti il codice fiscale del contribuente o non trasmetta all'Agenzia delle Entrate i dati di quella cessione o prestazione necessari per far partecipare i suoi clienti alla lotteria degli scontrini, sarà punito con una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro. Nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 si afferma, inoltre, espressamente che - per l’irrogazione di tale sanzione - è esclusa anche l’applicazione del cumulo giuridico: in altri termini, il commerciante “infedele” (definito proprio così dal decreto) subirà tante sanzioni quante saranno le singole violazioni.

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fonte Ipsoa

Addio forfettario, bentornato regime dei minimi. Sulla base di quanto indicato nel documento programmatico di bilancio 2020 approvato martedì notte, il Governo si appresta a compiere una nuova rivoluzione del regime forfettario facendogli perdere la caratteristica del calcolo a forfait del reddito imponibile e passando ad una determinazione dello stesso in via analitica. Rendendolo di fatto estremamente simile al vecchio regime fiscale dei minimi. Le novità riguardano anche la reintroduzione di nuove e vecchie cause ostative che possono essere superate se si accetta la fatturazione elettronica.

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fonte Italia Oggi

Quota 100 dovrebbe proseguire la sperimentazione fino a conclusione del triennio. La Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NaDef) 2019 riprende i contenuti del programma di Governo esplicitando la volontà di rinnovare opzione donna e l’APE sociale nonché di incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo anche la pensione di garanzia per i giovani.

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fonte Ipsoa